Sabato
4 marzo 2006 presso un'abitazione privata di Augusta
si è svolto un incontro, aperto a chiunque lo
desiderasse, con la candidata alla Presidenza della
Regione Siciliana, Rita Borsellino, con la partecipazione
dell'onorevole Egidio Ortisi e del sindaco Massimo Carruba.
Erano presenti alcuni assessori del Comune di Augusta
e alcuni sindacalisti, oltre che rappresentanti delle
varie categorie lavorative della città, nonché
casalinghe e bambini.
Ha preso la parola per primo, come è naturale,
il padrone di casa, che ha espresso la sua emozione
e il suo onore nell'ospitare nella propria abitazione
un personaggio cosi rappresentativo e simbolico e ha
concluso invitando a votare per Rita il 28 maggio.
Dopo di lui, ha parlato il sindaco, che ha ribadito
a Rita i due punti fondamentali per Augusta, di cui
lei dovrà occuparsi in prima persona quando verrà
eletta: il rifiuto dell'installazione dei 5 termovalorizzatori
sul nostro territorio e la crescita e valorizzazione
del nostro porto, in vista del dicembre 2010, quando
il Mediterraneo tornerà ad essere crocevia e
snodo fondamentale nei traffici sia commerciali che
turistici, come fu ai tempi della Magna Grecia.
Dopo il sindaco, ha preso la parola l'onorevole Ortisi
che, con calore e veemenza, ha evidenziato vari punti
che Rita dovrà tenere presente dopo la sua elezione,
soffermandosi in particolare sull'inquinamento ambientale
della nostra zona e sulla non valorizzazione, anzi sul
saccheggio e sullo scempio del nostro immenso patrimonio
archeologico.
A questo punto ha preso finalmente la parola la candidata
Rita Borsellino, che con toni misurati, com'è
suo stile, ma con chiarezza di idee ci ha parlato di
tutto quello che sta facendo per la nostra Sicilia in
vista del 28 maggio, inclusi anche i suoi viaggi a Bruxelles
per capire veramente qual è la "situazione
Sicilia" in Europa. La signora Borsellino, oltre
a rivelare un vero carisma mediatico, ha dimostrato,
ancora una volta, di avere una preparazione vasta e
profonda e soprattutto una volontà ferrea, mediata
dal suo essere donna siciliana, madre di tre figli e
sorella di un giudice morto per fare il suo dovere,
di fare della Sicilia una nuova Magna Grecia, e non
più la spazzatura dell'Europa.
Daniela Domenici
Augusta, 7 marzo 2006
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