
Il prof. Giorgio Calabrese tra la dott.ssa Paterna
del CSA e la dirigente
Catinella del 2° Istituto di Istruzione Superiore
di Augusta.
Augusta, 4
febbraio - Si è appena concluso ad Augusta,
il quarto incontro del corso di educazione alimentare
“Mangiare è un piacere”, sul
tema: “La dieta mediterranea e la protezione
della vita”. La manifestazione organizzata
dal C.S.A di Siracusa (ex Provveditorato agli
studi), dal comitato per l’Educazione alla
salute e dal 2° Istituto di Istruzione Superiore
di Augusta, ha avuto come relatore il prof. Giorgio
Calabrese, siciliano doc di Rosolini, ma da tempo
vive in Piemonte. Docente presso l’università
Cattolica di Piacenza e dell’università
degli studi di Torino, nonché persona molto
attiva in ambito lavorativo che vanta una lunga
lista di collaborazioni e di cattedre presso le
più importanti università nazionali
ed internazionali. Il dirigente scolastico del
2° istituto di Istruzione Superiore prof.ssa
Maria Catinella, in apertura di incontro, ha voluto
ringraziare il dirigente del C.S.A. la d.ssa Paterna
e tutti i docenti presenti in sala. Nel corso
della conferenza si è parlato di responsabilità
collettive nei confronti dell’ambiente e
dell’importanza che la didattica ricopre
nell’ambito dell’insegnamento scolastico,
modelli di salute da seguire e principi di educazione
alimentare basilari che si abbinano e si integrano
agli alimenti sani per una dieta equilibrata.
“Sono cittadino del mondo – ha esordito
il prof. Calabrese – perché lavoro
molto in Italia e spesso insegno e collaboro in
America, essendo l’unico rappresentante
italiano membro dell’Autority Europea della
Sicurezza Alimentare di Boston. La mia venuta
in Sicilia è un fatto eccezionale, per
ovvi motivi di lavoro, tuttavia, devo ringraziare
la tenacia dei miei amici, Frank Sicuso e Dimitri
Antoniou, che mi hanno convinto e trasportato
fisicamente qui”. Prendendo spunto da questo
progetto scolastico, il prof. Calabrese ha voluto
lanciare un importante appello per ciò
che riguarda la sana alimentazione, citando la
rivoluzione della genetica e la conseguente sopravvivenza
della specie umana. E’ risaputo che l’esistenza
della nostra vita è legata ad una longevità
o ad una brevità di vita che dipende da
alcuni fattori di comportamento personali, l’ambiente,
il modo di vita ed il suo stile di alimentazione.
In Sicilia così come in Piemonte, ma soprattutto
al sud, non si muore di tumore, ma di cuore. Ecco
perché risulta fondamentale il connubio
tra l’efficacia della dieta mediterranea
e la longevità dell’individuo. Si
profila sempre più la necessità
di integrazione tra i popoli del mondo, un’alimentazione
interattiva, che interessa i nostri confini geografici.
Nel caso specifico, la Sicilia, dovrà fare
i conti con i vicini paesi arabi che hanno la
stessa nostra alimentazione, ne consegue un’armonizzazione
delle culture tra i popoli. E’ necessario
pertanto sottolineare, questa profondità
di legame che accomuna l’alimentazione alle
malattie. Oggi più che mai si parla di
malattie del benessere, quelle cardiovascolari,
aterosclerotiche, obesità, tumori (in questo
caso risulta fondamentale la prevenzione), diabete.
A monte di ciò vi è l’elemento
cardine del buon funzionamento delle funzioni
vitali del nostro corpo: il cuore. Il modello
di consumo mediterraneo si basa soprattutto sui
prodotti vegetali, il nostro corpo ha bisogno
di mangiare molto vegetale, tenendo sempre presente
che occorre il giusto equilibrio e l’alternanza
della carne e del pesce; in alternativa se non
si vuole mangiare carne, per la dieta mediterranea
equilibrata, si può ripiegare al latte,
le uova e il formaggio. Negli ultimi decenni si
è assistito a diversi problemi che riguardano
le sane abitudini alimentari, perché sono
cambiati i nostri ritmi, perché è
cambiato il nostro stato di tranquillità
psichica. Ci si è accorti purtroppo, che
la pubblicità mediamente incide più
del 350% sulla scelta dei cibi, grazie all’influenza
delle campagne pubblicitarie sempre più
convincenti, ne consegue un potere economico molto
più forte del potere scientifico.
Francesco Giordano
Libertà - 4, Febbraio 2006
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