LETTERA APERTA
DEL “COMITATO CITTADINO DI AUGUSTA CONTRO I TERMOVALORIZZATORI
E PER IL DIRITTO ALLA VITA”
Il Comitato Cittadino di Augusta respinge
con fermezza il progetto Erg-Shell di realizzare un rigassificatore
nella zona industriale siracusana, in una zona riconosciuta
ad elevato rischio di crisi ambientale. Sappiamo benissimo
che il rigassificatore, pur non essendo un impianto inquinante,
rimane un impianto pericoloso ad alto rischio di incidente
rilevante.
Il rigassificatore verrebbe ad aggiungersi ad una serie
di impianti pericolosi, inquinanti e ad alto rischio di
incidente rilevante (senza contare i costruendi inceneritori)
che insistono nella zona industriale siracusana, dove
le emergenze più significative sono proprio quella
ambientale e quella della sicurezza dei lavoratori e delle
popolazioni residenti.
Ci si lamenta che nella zona l’aria è irrespirabile
per le emissioni industriali, che le percentuali di morti
per tumori e nati malformati sono superiori alle medie
nazionali e, per ridurre tali fenomeni, invece di attuare
il previsto Piano di Risanamento Ambientale, di ammodernare
e mettere in sicurezza gli impianti pericolosi esistenti
e di mettere in atto una moratoria dell’insediamento
di nuovi impianti industriali, paradossalmente proprio
in quell’area si è deciso di costruire un
rigassificatore da 8-12 miliardi di m3 di metano all’anno.
E come la mettiamo con l’auspicato rilancio del
porto di Augusta, con la sicurezza della Marina Militare
e con l’abbassamento della temperatura dell’acqua
del mare considerato che questa verrebbe usata nel processo
di rigassificazione?
In Sicilia esistono 5 raffinerie di petrolio e diverse
centrali termoelettriche (la sola Erg possiede a Priolo
due raffinerie per 19 milioni di tonnellate/anno di grezzo
ed una grande centrale termoelettrica da oltre 500 MW)
che producono ingenti quantitativi di combustibili e di
energia elettrica che, assieme al metano che arriva via
tubo dall’Algeria e dalla Libia, per la maggior
parte sono destinati al resto d’Italia, pertanto
dal punto di vista energetico nell’isola non sono
necessari i rigassificatori.
Il Comitato Cittadino di Augusta non è contrario
alla rigassificazione ma è decisamente contrario
alla scelta del sito, ed il no al rigassificatore rappresenta
il diniego ad una scelta imposta dall'alto ad un territorio
che per lungo tempo ha rappresentato il terminale di decisioni
assunte in altra sede. La nostra zona industriale non
può ospitare nuovi impianti, pertanto sarebbe più
logico costruire i rigassificatori in altri porti italiani
più vicini a zone a maggiore richiesta energetica,
a meno che nel siracusano non si continuino a privilegiare
scelte dissennate, da terzo mondo, fatte solo per assecondare
gli interessi economici di chi è abituato a svendere
il nostro territorio e di chi lo considera colonia da
sfruttare.
Per Monfalcone e Brindisi, zone meno industrializzate
della nostra, erano stati progettati 2 rigassificatori,
ma un referendum popolare a Monfalcone ed una rivolta
popolare, capeggiata dagli amministratori locali, a Brindisi
hanno decretato il rifiuto ai rigassificatori. Cosa hanno
fatto i sindaci di Siracusa, Augusta, Melilli, Priolo,
e gli altri Comuni della zona, la Provincia, i Senatori
ed i Deputati nazionali e regionali eletti nel nostro
territorio? Hanno già rilasciato pareri favorevoli
ed autorizzazioni per la realizzazione del rigassificatore,
incuranti della sicurezza delle popolazioni residenti
già a rischio? Restiamo in attesa di riscontri
ufficiali.
Augusta, 10 gennaio 2006
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