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Augusta insorge contro il progetto di realizzare un inceneritore nei pressi della zona archeologica: allertata l'ue

UNA MEGADISCARICA VICINO AGLI SCAVI

La contraddizione: da un lato si finanzia il recupero del sito greco dall'altro si prevede un impianto per i rifiuti di quattro province

AUGUSTA. Legambiente si è fatta promotrice, insieme con altre associazioni ambientaliste, circoli culturali e un comitato di cittadini, di una petizione popolare per dire «no al mega inceneritore di Augusta». Tra l'altro, questo mega inceneritore, secondo il progetto previsto dalla Regione siciliana, dovrà essere realizzato nelle vicinanze del sito archeologico di Megara Iblea, che invece, la Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa sta cercando di recuperare dal degrado. Infatti, è stata bandita una gara d'appalto per avviare dei lavori, finanziati con circa 2 milioni di euro, per riqualificare la zona archeologica. Da una parte, quindi, con un grosso investimento, si cerca di recuperare la memoria lasciata dai greci, che è stata coperta negli anni Cinquantanta dagli insediamenti industriali, iniziati con la Rasiom di Moratti, e dall'altra si dà la concessione per fare arrivare nel luogo tutta la spazzatura delle provincie di Siracusa, Ragusa, Catania ed Enna. Nella prossimità di questo sito, che dovrebbe ritornare ad essere fruibile al grande turismo, verranno convogliati, come fa rilevare il vice segratrio regionale di Legambiente Enzo Parisi, 500 mila tonnellate l'anno di rifiuti, di cui circa 280 mila saranno bruciati presso la centrale elettrica Tifeo, che dovrà essere trasformata in inceneritore. Tutta questa situazione ambientale è stata evidenziata al commissario europeo per l'Ambiente Margot Wallstrom, al presidente della Regione siciliana, ai sindaci dei Comuni della provincia di Siracusa, al presidente della Provincia regionale di Siracusa, al ministro dell'Ambiente, al ministro della Salute, all'assessore regionale ai Beni culturali, ai presidenti delle Commissioni antimafia, nazionale e regionale.
«Mentre - si legge nella nota di Legambiente - diventa sempre più indispensabile avviare tutti quegli interventi necessari per ridurre le emissioni del petrolchimico di Priolo, depotenziare i rischi, bonificare i siti inquinati, risanare la falda acquifera insalinata ed inquinata da idrocarburi, tutelare la salute dei nascituri, dei cittadini e dei lavoratori, è sconcertante che si vogliano aggiungere altri impatti in una zona dove il limite della sopportazione è stato ampiamente superato. Inoltre, questo mega inceneritore dovrà essere realizzato nella vicinanze della zona archeologica di Megara Iblea, su cui si stanno investendo risorse economiche e culturali per la tutela e la valorizzazione di un gioiello che ora rischia di essere perduto per sempre».
Inoltre, Legambiente fa rilevare che è sommamente irresponsabile avere localizzato la costruzione dell'inceneritore nella stessa area Enel Tifeo dove le indagini condotte nell'ambito degli studi di caratterizzazione per i piani di bonifica hanno accertato la presenza di suoli inquinati da diossina. La petizione popolare, non appena sarà completata, sarà inviata al presidente della Regione siciliana chiedendo di «annulare tutti i provvedimenti che hanno portato alla sciagurata decisione di inserire un ulteriore impianto nell'area ad elevato rischio di crisi ambientale, nonchè in un luogo di
elevatissimo interesse storico-archeologico».
Al commissario europeo Margot Wallstrom, invece, si chiede di accertare la conformità degli atti della Regione siciliana con le norme europee in materia di rifiuti e viene invitata a visitare questi luoghi. Inoltre, viene sollecitato a prendere delle iniziative anche l'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata per impedire che gli sforzi fatti in questi ultimi anni, risultino inutili e che Megara Iblea venga distrutta e soffocata dai fumi. «Questo mega inceneritore - dice infine Enzo Parisi - doverbbe essere gestito dall'Enel e Falk, le quali si dovrebbero servire da altre aziende private che da troppo tempo e con molte ombre gestiscono la raccolta dei rsu e le discariche in Sicilia».
Paolo Mangiafico
La Sicilia 11.02.2004

Vedi anche: I rifiuti viaggiatori - di Enzo Parisi


MEGARA IBLEA E' UNO DEI CAPISALDI DELLA COLONIZZAZIONE GRECA

Megara Iblea venne fondata dai coloni greci nella metà del sec. VIII in un sito concesso da Hyblon, re dei Siculi. La distruzione della città arcaica avvenne nel 483 a.C., e rivenne fondata, sempre nello stesso sito, nel 340 a.C. per
essere completamente distrutta nel 213 a.C. Dal II secolo a.C. fino al VI secolo d.C. Megara Iblea divenne soltanto un piccolo centro abitato. Il sito si trova lungo il mare, in fondo all™attuale golfo di Augusta, e riveste una grande importanza perchè si è in presenza di una città arcaica, di una città ellenistica e di un abitato ellenistico-romano. Allo studio di questo particolare sito archeologico, ha dedicato, fino al 1985, il suo grande impegno l™archeologo Georges Vallet, membro dell™Ecole Francaise de Rome e docente all™Università di Parigi. Il sito di Megara Iblea rappresenta il
caposaldo della colonizzazione greca dell™Occidente. Nonostante tutto ciò sembra che vicino al sito archeologico sia prevista la realizzazione di una megadiscarica per convogliare i riufiuti di quattro province.