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Legambiente: «Un'altra gravissima
emergenza e l'alta percentuale di malformati è
l'indice più drammatico»
Augusta.
«Seveso di Sicilia»: i risultati del Piano
di caratterizzazione della zona dove è ubicata
la centrale termoelettrica Enel Tifeo di Augusta, presentato
al ministero dell'Ambiente nella conferenza dei servizi
sulla bonifica del «sito Priolo», tenutasi
lo scorso 6 novembre, a Roma, ha evidenziato la presenza
di diossina in concentrazioni preoccupanti. Al momento
si tratta di una presenza di diossina limitata alla sola
zona del sito della centrale termoelettrica, al confine
con il sito della raffineria Esso, ma il direttore generale
del ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini, considerata
l'importanza ambientale di questa situazione, ha dato
disposizioni di procedere speditamente ad ulteriori verifiche,
ed ha immediatamente convocato un incontro da tenersi
presso la sede regionale di Palermo. Ulteriori verifiche,
sono state richieste all'Arpa, Agenzia regionale protezione
ambiente.
C'è, infatti, il fondato timore che ci si possa
trovare di fronte ad un'altra emergenza ambientale nella
zona industriale del polo petrolchimico di Priolo. Infatti,
dopo le emergenze ambientali dell'«acqua al benzene»
e del «mare al mercurio», su cui sono in corso
indagini giudiziarie, portate avanti dal sostituto procuratore
Maurizio Musco, in cui si configurano i reati di «avvelenamento
di acque pubbliche» e «disastro ambientale»,
c'è il rischio di una nuova emergenza, questa volta,
dovuta alla presenza di diossina nel sottosuolo. Se le
caratterizzazioni di tutto questo sito, che verranno effettuate
nei prossimi giorni, insieme a quelle che nella zona pubblica
predisporrà il prefetto di Catania Alberto Di Pace,
come sub commissario delle bonifiche del «sito Priolo»,
dovrebbero confermare che il suolo ed il sottosuolo attorno
alla centrale Enel Tifeo sono contaminati da diossine,
diventerà ancora più fosco il quadro delle
emergenze ambientali di questa parte della Sicilia.
Le cause della presenza di diossina, come fa rilevare
Enzo Parisi, della segreteria regionale di Legambiente,
più che essere ricondotte alle emissioni dei camini
della centrale elettrica, sono forse spiegabili con l'uso
massiccio di Pcb (Policloro bifenile), molto simile alle
diossine, utilizzato come fluido dielettrico, che si è
fatto per decenni nei trasformatori e, quindi, in uno
non corretto smaltimento di tale sostanza.
A rendere più preoccupante la presenza nel suolo
e nel sottosuolo di diossina, è la zona in cui
è stata riscontrata. «In un'area - dice Enzo
Parisi - contigua agli importanti resti dell'antica Megara
Iblea, a cavallo tra i fiumi Cantera e Marcellino, in
una zona anche recentemente interessata da fenomeni alluvionali,
con tutto quello che ne può essere conseguito per
l'ulteriore inquinamento della falda. La presenza di diossine
sarebbe un forte elemento di preoccupazione per l'immediato
e per il futuro. Il disagio sanitario di quest'area, di
cui l'alto tasso di nati malformati è l'indice
più drammatico, va ora indagato alla luce di quella
che si profila come l'ennesima emergenza».
Di certo non è per niente tranquilizzante la giustificazione
per la presenza di diossina fatta dai tecnici dell'Enel
che hanno provveduto alla caratterizzazione, asserendo
che la stessa caratterizzazione era stata effettuata dopo
che la zona era stata trattata con disserbanti.
Paolo Mangiafico - LaSicilia del 9.11.2003
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COS'E' LA DIOSSINA
Il nome è generico e indica diversi composti
(circa 200), tutti tossici. Negli ultimi tempi lo scandalo
delle diossine nella catena alimentare (polli belgi) le
ha riportate alla ribalta. Sono molecole contenenti cloro,
poco interessanti chimicamente perché poco reattive,
ma pericolose perché molto stabili, e dunque non
degradabili e con possibilità di sopravvivenza
per decine di anni. Le diossine derivano dagli incendi,
non di tutti i rifiuti, ma solo delle plastiche contenenti
cloro, oltre che dagli impianti di riscaldamento, dal
traffico, dall'industria pesante, e anche dagli incendi
boschivi
DANNI AL SISTEMA IMMUNITARIO.Le diossine attaccano il
sistema immunitario in maniera diretta riducendo la produzione
di linfociti B e indirettamente anche la produzione di
linfociti T. Un danno al sistema immunitario non solo
ci espone all'attacco di qualunque virus, batterio, fungo
o parassita ma ci espone anche a tutta una serie di importanti
malattie quali allergie, malattie autoimmuni, cancro,
aids ecc...
DANNI AL SISTEMA RIPRODUTTIVO. Le diossine agiscono sul
sistema endocrino e quindi sugli ormoni da esso prodotti.
Una anomalia di produzione di alcuni ormoni ha sempre
come conseguenza una diminuzione della fertilità
sia maschile che femminile.
CANCRO. Secondo gli studiosi, la diossina è responsabile
per il 12% delle malattie di cancro.
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"EFFETTI DELL'ALLEGRA POLITICA AMBIENTALE"
Il sindaco Massimo Carrubba punta il dito sulle
industrie: "Siamo molto preoccupati"
«Allarme no, ma preoccupazione, tanta». Il
sindaco Massimo Carrubba terrà desta l'attenzione
sulla situazione che è emersa nella conferenza
dei servizi che si è svolta nei giorni scorsi al
ministero dell'Ambiente, nel corso della quale è
stato evidenziato che all'interno del sito della centrale
termoelettrica del Tifeo, in territorio di Augusta, è
stata riscontrata la presenza di diossina, con concentrazioni
piuttosto alte.
«Quanto è emerso - dice Massimo Carrubba
- al ministero dell'Ambiente, altro non che la conferma
che in questa zona industriale, nel passato, sono state
commesse troppe leggerezze dal punto di vista del rispetto
del territorio. Di certo, non faremo passare in secondo
piano quello che, al momento, è soltanto un campanello
d'allarme, per cui si cercherà di andare in fondo
alla questione perchè si vuole anche dare una certa
tranquillità ai cittadini».
Infatti, si parla di diossina, una delle sostanze, che,
se entrano nel ciclo alimentare, hanno effetti devastanti
sulla salute. Il sindaco di Augusta partecipava per la
prima volta a queste conferenze dei servizi, che da qualche
anno a questa parte si svolgono al ministero dell'Ambiente
e che hanno per oggetto la bonifica del «sito Priolo»,
già perimetrato e che comprende i territori di
Priolo, Siracusa, Augusta e Melilli.
Infatti, Massimo Carrubba è stato eletto a sindaco
di Augusta nella consultazione elettorale del mese di
maggio scorso, per cui, anche se ha svolto, nel recente
passato, altri incarichi politici, è per la prima
volta, che come primo cittadino della città megarese
si occuperà di questo tipo di problemi ambientali.
Anche se, come ha tenuto a sottolineare lo stesso Massimo
Carrubbba, non è il caso di drammatizzare, tuttavia,
da sindaco, ha attivato tutte le procedure di sua competenza
per conoscere la problematica.
Nei prossimi giorni partiranno le caretterizzazioni dei
siti pubblici, e secondo le direttive date dal ministero
dell'Ambiente, si cercherà di capire se il «caso
diossina» sia circoscritto al sito privato dove
è ubicata la centrale termoelettrica dell'Enel,
o se invece sia di dimensioni più grandi. Un fatto,
comunque, è certo: dopo oltre venti anni da quando
il pretore di Augusta, Antonino Condorelli, aveva sollevato
il coperchio alla pentola della magagne ambientali, il
territorio megarese ritorna ad essere nell'occhio del
ciclone.
Paolo Mangiafico - LaSicilia del 9.11.2003
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