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RIPORTIAMO L'ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO "LA SICILIA" DEL 9 NOVEMBRE 2003

AUGUSTA: SCOPPIA IL CASO DIOSSINA

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Legambiente: «Un'altra gravissima emergenza e l'alta percentuale di malformati è l'indice più drammatico»

Augusta. «Seveso di Sicilia»: i risultati del Piano di caratterizzazione della zona dove è ubicata la centrale termoelettrica Enel Tifeo di Augusta, presentato al ministero dell'Ambiente nella conferenza dei servizi sulla bonifica del «sito Priolo», tenutasi lo scorso 6 novembre, a Roma, ha evidenziato la presenza di diossina in concentrazioni preoccupanti. Al momento si tratta di una presenza di diossina limitata alla sola zona del sito della centrale termoelettrica, al confine con il sito della raffineria Esso, ma il direttore generale del ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini, considerata l'importanza ambientale di questa situazione, ha dato disposizioni di procedere speditamente ad ulteriori verifiche, ed ha immediatamente convocato un incontro da tenersi presso la sede regionale di Palermo. Ulteriori verifiche, sono state richieste all'Arpa, Agenzia regionale protezione ambiente.
C'è, infatti, il fondato timore che ci si possa trovare di fronte ad un'altra emergenza ambientale nella zona industriale del polo petrolchimico di Priolo. Infatti, dopo le emergenze ambientali dell'«acqua al benzene» e del «mare al mercurio», su cui sono in corso indagini giudiziarie, portate avanti dal sostituto procuratore Maurizio Musco, in cui si configurano i reati di «avvelenamento di acque pubbliche» e «disastro ambientale», c'è il rischio di una nuova emergenza, questa volta, dovuta alla presenza di diossina nel sottosuolo. Se le caratterizzazioni di tutto questo sito, che verranno effettuate nei prossimi giorni, insieme a quelle che nella zona pubblica predisporrà il prefetto di Catania Alberto Di Pace, come sub commissario delle bonifiche del «sito Priolo», dovrebbero confermare che il suolo ed il sottosuolo attorno alla centrale Enel Tifeo sono contaminati da diossine, diventerà ancora più fosco il quadro delle emergenze ambientali di questa parte della Sicilia.
Le cause della presenza di diossina, come fa rilevare Enzo Parisi, della segreteria regionale di Legambiente, più che essere ricondotte alle emissioni dei camini della centrale elettrica, sono forse spiegabili con l'uso massiccio di Pcb (Policloro bifenile), molto simile alle diossine, utilizzato come fluido dielettrico, che si è fatto per decenni nei trasformatori e, quindi, in uno non corretto smaltimento di tale sostanza.
A rendere più preoccupante la presenza nel suolo e nel sottosuolo di diossina, è la zona in cui è stata riscontrata. «In un'area - dice Enzo Parisi - contigua agli importanti resti dell'antica Megara Iblea, a cavallo tra i fiumi Cantera e Marcellino, in una zona anche recentemente interessata da fenomeni alluvionali, con tutto quello che ne può essere conseguito per l'ulteriore inquinamento della falda. La presenza di diossine sarebbe un forte elemento di preoccupazione per l'immediato e per il futuro. Il disagio sanitario di quest'area, di cui l'alto tasso di nati malformati è l'indice più drammatico, va ora indagato alla luce di quella che si profila come l'ennesima emergenza».
Di certo non è per niente tranquilizzante la giustificazione per la presenza di diossina fatta dai tecnici dell'Enel che hanno provveduto alla caratterizzazione, asserendo che la stessa caratterizzazione era stata effettuata dopo che la zona era stata trattata con disserbanti.
Paolo Mangiafico - LaSicilia del 9.11.2003

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COS'E' LA DIOSSINA
Il nome è generico e indica diversi composti (circa 200), tutti tossici. Negli ultimi tempi lo scandalo delle diossine nella catena alimentare (polli belgi) le ha riportate alla ribalta. Sono molecole contenenti cloro, poco interessanti chimicamente perché poco reattive, ma pericolose perché molto stabili, e dunque non degradabili e con possibilità di sopravvivenza per decine di anni. Le diossine derivano dagli incendi, non di tutti i rifiuti, ma solo delle plastiche contenenti cloro, oltre che dagli impianti di riscaldamento, dal traffico, dall'industria pesante, e anche dagli incendi boschivi
DANNI AL SISTEMA IMMUNITARIO.Le diossine attaccano il sistema immunitario in maniera diretta riducendo la produzione di linfociti B e indirettamente anche la produzione di linfociti T. Un danno al sistema immunitario non solo ci espone all'attacco di qualunque virus, batterio, fungo o parassita ma ci espone anche a tutta una serie di importanti malattie quali allergie, malattie autoimmuni, cancro, aids ecc...
DANNI AL SISTEMA RIPRODUTTIVO. Le diossine agiscono sul sistema endocrino e quindi sugli ormoni da esso prodotti. Una anomalia di produzione di alcuni ormoni ha sempre come conseguenza una diminuzione della fertilità sia maschile che femminile.
CANCRO. Secondo gli studiosi, la diossina è responsabile per il 12% delle malattie di cancro.

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"EFFETTI DELL'ALLEGRA POLITICA AMBIENTALE"
Il sindaco Massimo Carrubba punta il dito sulle industrie: "Siamo molto preoccupati"
«Allarme no, ma preoccupazione, tanta». Il sindaco Massimo Carrubba terrà desta l'attenzione sulla situazione che è emersa nella conferenza dei servizi che si è svolta nei giorni scorsi al ministero dell'Ambiente, nel corso della quale è stato evidenziato che all'interno del sito della centrale termoelettrica del Tifeo, in territorio di Augusta, è stata riscontrata la presenza di diossina, con concentrazioni piuttosto alte.
«Quanto è emerso - dice Massimo Carrubba - al ministero dell'Ambiente, altro non che la conferma che in questa zona industriale, nel passato, sono state commesse troppe leggerezze dal punto di vista del rispetto del territorio. Di certo, non faremo passare in secondo piano quello che, al momento, è soltanto un campanello d'allarme, per cui si cercherà di andare in fondo alla questione perchè si vuole anche dare una certa tranquillità ai cittadini».
Infatti, si parla di diossina, una delle sostanze, che, se entrano nel ciclo alimentare, hanno effetti devastanti sulla salute. Il sindaco di Augusta partecipava per la prima volta a queste conferenze dei servizi, che da qualche anno a questa parte si svolgono al ministero dell'Ambiente e che hanno per oggetto la bonifica del «sito Priolo», già perimetrato e che comprende i territori di Priolo, Siracusa, Augusta e Melilli.
Infatti, Massimo Carrubba è stato eletto a sindaco di Augusta nella consultazione elettorale del mese di maggio scorso, per cui, anche se ha svolto, nel recente passato, altri incarichi politici, è per la prima volta, che come primo cittadino della città megarese si occuperà di questo tipo di problemi ambientali. Anche se, come ha tenuto a sottolineare lo stesso Massimo Carrubbba, non è il caso di drammatizzare, tuttavia, da sindaco, ha attivato tutte le procedure di sua competenza per conoscere la problematica.
Nei prossimi giorni partiranno le caretterizzazioni dei siti pubblici, e secondo le direttive date dal ministero dell'Ambiente, si cercherà di capire se il «caso diossina» sia circoscritto al sito privato dove è ubicata la centrale termoelettrica dell'Enel, o se invece sia di dimensioni più grandi. Un fatto, comunque, è certo: dopo oltre venti anni da quando il pretore di Augusta, Antonino Condorelli, aveva sollevato il coperchio alla pentola della magagne ambientali, il territorio megarese ritorna ad essere nell'occhio del ciclone.
Paolo Mangiafico - LaSicilia del 9.11.2003
Scrivi al sindaco Massimo Carrubba

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Seveso, 10 luglio 1976Il 10 luglio 1976 vi fu la fuoriuscita, dallo stabilimento chimico ICMESA, di una nube di gas che si espanse in una vasta zona. Questa nube conteneva una sostanza pericolosissima: la diossina. A Seveso (Milano) e nei comuni vicini, si è sparso più di un chilogrammo di tale sostanza.

"Il nome di Seveso rimmarà tristemente noto come maggior crimine ambientale di questi ultimi trent'anni. Una nube contenente diossina, il più feroce veleno prodotto dall'uomo, è caduta sul suolo, inquinando territori densi di popolazione. Le incapacità politiche, l'indifferenza, la cattiva volontà e le speculazioni hanno reso ancora più drammatico il problema." (da I ragazzi di Seveso).