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SAGGIO
POETICO SATIRICO... "MINORE"
(Molti secoli fa, una bellissima ma sfortunata
terra soffriva per la continua colonizzazione subita,
un cavaliere, giacché consigliere del re,
manifestò la volonta’ di liberarla…
Ma in realtà ben altri intenti aveva in mente;
Il popolo, fidatosi di lui, una volta capito l'inganno
gli si rivolge apostrofandolo)
Il "Consigliere Salvatore"
O’ consigliere che non parli mai
Cessa, a pie’ marciando, i tuoi lai,
Narrami gli affari tuoi, dimmi in verita’
…con chi stai?
Vedi, una citta’ geme
Mentre il desiderio di civilta’ preme,
Il popolo sedde su questa "sponda"
A guardar lontano se venia una svolta,
Macche’… neanche’ l'ombra!!
Portator di "nuovo" ti ritenni
Ma solo fumo furono i tuoi cenni
E mentre i corsari saccheggiavan l'urbe
Anche le tue fattezze seguitarono assai furbe.
Con la finta barba dicesti che avresti ramazzato
Ma mi par tanto che qualcosa hai gia’ afferrato,
Per rinnovare si deve scoperchiare
Topino… tu pensi a rosicchiare!!
E ancor oggi, sfacciatamente, "chiedi"
ai nostri guai
Fingendo amor per il paese
Ma in verita’ ho smesso di donarti assai
Finche’ non cessi la tua finzion palese.
Rimembra la prima nostra patria e i suoi valori
Senza sperar di avere tanti "onori",
Vuoi rimanere nella "storia"?
Bene… comincia a toglierti sta’ boria.
Dal freddo mese, da quando "ci siam"
destati,
Tu sempre mi guardi e taci
Sperando che la tua forza cresca,
Ma senti a me prima …vattene a "pesca”.
Lasciati aiutar da chi sa far meglio
Almeno sentiro’ parlar restando sveglio
E ti raccomando "li’ romani"…
tienili a bada,
Son pure quelli che ti fan perdere la strada.
E ricorda, per finire, che non vedi le corna dell'ariete
Perche’ ancor ti da le spalle,
Ma se gira … meglio che corri fino a valle.
Ti dico, o mio lettore, a cuor sincero
Che i fatti ho scritto privo di rancore,
Quanto hai inteso e’ tutto vero
E non offenda alcun signore,
Ma la "storia" e’ come l'amore e
se vi e’ tutto permesso
Concedete e perdonate a me quest'umil verso.
Giovanni Intagliata |