AUGUSTA


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Intervista al sindaco di Augusta


A 12 mesi dall'elezione il sindaco di Augusta traccia un primo bilancio della sua amministrazione: stiamo ancora facendo pulizia

Spazzatura e debiti altrui da pagare.
Carrubba, un anno a tappare buchi

Risultati visibili fra un anno, dice il primo cittadino. Che intanto dichiara: sono della Margherita, se fosse unita farebbe il boom.

di Massimo Ciccarello

Un anno sulla sedia che scotta. Sedersi sulla poltrona che per otto anni Pippo Gulino ha deformato con la propria prepotente, e discussa, personalità politica, non era cosa facile. A 12 mesi dal suo ingresso a palazzo di città, per Massimo Carrubba è il momento di tirare il primo bilancio. Proprio in un momento in cui ad Augusta, fra entusiasmi e delusioni, conferme di aspettative e amare sorprese, il clima politico comincia a surriscaldarsi. Il sindaco ne parla con il consueto aplomb. Mettendo subito in chiaro due cose: il cambiamento d'aria anche nelle stanze più recondite del municipio, e la convinta appartenenza alla Margherita.
In giunta arriva la Dc di Giovanni Santanello, già longa manus dell'ex sindaco Gulino: il nuovo che avanza.
Santanello è il segretario cittadino della Nuova Dc. E la Nuova Dc è un partito che si riconosce nel centrosinistra, a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale. La Nuova Dc ha sposato il programma della mia amministrazione, nonché i criteri e principi alle quali questo programma si richiama. Una sua presenza nell'amministrazione attiva, pertanto, è una cosa conseguenziale.
Il circolo An di Puccio Forestiere lo ha chiesto con toni forti, in un volantino: chi sta dietro le quinte di questa amministrazione?
Dietro questa amministrazione non ci sta assolutamente nessuno. Mi dispiace che l'ex deputato di Augusta abbia iniziato una polemica di questo tenore, nata più che altro dalla sua necessità di avere avversari per affermare di esistere ancora politicamente.
Ma questa amministrazione non si doveva caratterizzare come una chiara discontinuità dalla precedente?
E infatti la discontinuità c'è. Nei metodi, nelle forme, e anche negli uomini. Certo, mi rendo conto che i cambiamenti non possono avvenire dall'oggi al domani. Oppure, non sono a volte immediatamente percepibili. Come ad esempio la rivoluzione fatta ai Lavori pubblici, dove abbiamo privilegiato un metodo di gara con i cottimi fiduciari; che consente di privilegiare le ditte locali nell'assegnazione dei lavori, e al contempo assicurare trasparenza.
Chi sono oggi i migliori alleati del sindaco?
I cittadini. Loro sono i miei migliori alleati. Ancora oggi, a distanza di un anno, sono tantissimi quelli che, incontrandomi per strada, mi incoraggiano a proseguire.
I comunisti vogliono spazio, i movimenti pure: forse il programma presentato un anno fa agli elettori deve essere cambiato? Se si, perché? E se no, allora il Comune cos'è, una diligenza da prendere al volo?
Il programma non va cambiato nel modo più assoluto. E in questa amministrazione non ci sono diligenze da afferrare in corsa; questi metodi sono retaggi di un passato che stiamo cancellando. Le richieste di visibilità nascono dalla visione del Comune come una casa di tutti. Se ci sono forze politiche che chiedono spazio è perché sentono di dare maggiore partecipazione alla "Cosa pubblica", quella da scrivere con la maiuscola.
Un anno da sindaco di Augusta. Valeva la pena lasciare un comodo posto da vicepresidente della Provincia?
Alla Provincia non avevo vinto nessun concorso. Il bello del fare politica è potersi misurare, scommettersi con l'elettorato per verificare il proprio consenso.
Del programma, finora, cosa è stato realizzato?
Di visibile, purtroppo, ben poco. I frutti si cominceranno a vedere fra qualche mese, o forse fra un anno. Ma sono tante le cose abbiamo iniziato a sistemare. A cominciare dall'apparato burocratico, per passare alle progettazioni esecutive e cantierabili. Augusta è diventata sede di un consorzio universitario.
Siamo soprattutto impegnati nel risanamento finanziario dell'ente, attraverso una gestione oculata. Abbiamo contratto un mutuo di 4 milioni e 300 mila euro per pagare debiti riconosciuti con sentenze passate in giudicato. Da poco abbiamo azzerato un vecchio debito di oltre miliardo di lire con l'Enel, ed abbiamo tagliato una serie di utenze telefoniche che ci consente di risparmiare circa 100 mila euro l'anno.
Stiamo provvedendo a sistemare la Porta spagnola e a realizzare un parcheggio nell'ex campo Palma. Abbiamo poi sbloccato il progetto, e provveduto ad appaltare il restauro del palazzo municipale; è un atto che ha il grande valore simbolico di risanamento della città.
Cosa non le hanno permesso di fare e, soprattutto, chi?
E' una domanda difficile. Diciamo che ho cercato di inserirmi all'interno di un contesto politico, senza provocare strappi. Più che altro mi sto scontrando con un certo tipo di mentalità, secondo la quale il Comune è considerata come una entità astratta, invece di essere percepito come una cosa che ci appartiene.
Tornando indietro, quale errore politico eviterebbe? O forse non ha commesso errori?
Sarebbe presuntuoso da parte mia, e io non mi ritengo presuntuoso, dire che non ho commesso errori. Ne avrò sicuramente commesso qualcuno, ma non ricordo sbagli significativi.
Ma il sindaco avrà pure un suo partito?
Il mio partito è la Margherita, ed è un grande partito. Sono convinto che se mettesse da parte i contrasti potrebbe fungere da catalizzatore, in grado di aggregare molto di più.
Lo spettro della disoccupazione si allunga con lo smantellamento della petrolchimica, il territorio trasformato in forno crematorio per i rifiuti di mezza Sicilia, i fondi di trasferimento lesinati con il contagocce. I destini della collettività dipendono sempre più da decisioni prese altrove. Fino a che punto è utile un sindaco che non ha le spalle coperte da un grande partito?
Non condivido questa impostazione. Aldilà dell'appartenenza partitica ritengo che contino molto di più coerenza e bontà delle proprie posizioni.
Consigliere provinciale, assessore provinciale, vicepresidente della Provincia, sindaco. E dopo?
Sono totalmente concentrato a fare il sindaco. In questo momento non mi pongo domande per il futuro.
Oltre che presenzialista, si ritiene anche un sindaco presente?
Se presenzialista significa andare in ogni manifestazione, riunione, convegno, e ovunque si venga invitati come primo cittadino, allora lo sono: perché ritengo che questo significhi rispettare il ruolo istituzionale che si ricopre. E mi ritengo anche un sindaco presente, perché ovunque l'amministrazione comunale abbia dovuto rappresentare la propria posizione, se non io direttamente, c'è stato sempre almeno un assessore espressamente delegato
La città si trova di fronte al grave problema della spazzatura. E' mai possibile che non si riesca a risolvere la questione di un efficiente smaltimento dei rifiuti solidi urbani?
Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è il problema dei problemi. Stiamo vivendo un periodo di transizione, al termine del quale le competenze verranno trasferite agli Ato; ciò limita il raggio di azione dei Comuni. Tuttavia in attesa che l'Ato 1 di Siracusa entri in funzione effettivamente, e sottolineo EFFETTIVAMENTE, nelle more stiamo approntando una delibera che presenteremo nel giro di pochi giorni. Prevede un cambiamento del modello di gestione attraverso un consorzio misto, e un nuovo elenco dei servizi che contempla la raccolta porta a porta nel centro storico, a Brucoli e nelle zone di villeggiatura. Con un abbassamento dei costi e un miglioramento dell'efficienza.
Per concludere Marzullo le proporrebbe: si faccia una domanda e si dia una risposta.
La domanda che mi faccio è se mi ricandiderei. E la risposta che mi do è: si, con maggiore convinzione e determinazione.
"La Nota" del 29 maggio 2004