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26 GENNAIO 2005 CONFERENZA STAMPA CONTRO IL MEGA INCENERITORE |
| ATTO DI SIGNIFICAZIONE
CONTRO IL TERMOVALORIZZATORE |
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Si è tenuta mercoledì 26
gennaio '05 alle ore 9.30 la conferenza stampa dei 3 Comitati
cittadini congiunti di Priolo-Augusta-Melilli, presso
la portineria della Polimeri Europa, ex 114, per presentare
l'Atto di Significazione per dire "NO" all'immobilismo
delle Istituzioni, degli esponenti politici, dei Direttori
delle Aziende affinché tutto rimanga immutato nel
triangolo della morte Priolo-Augusta-Melilli.
I Comitati non tollerano più quanto è avvenuto
fino ad oggi. I dati relativi alle patologie tumorali
e alle malformazioni non hanno fatto paura a nessuno,
e nessun investimento di energie e di risorse è
stato previsto dai Governi regionale e nazionale.
Pertanto, con l'Atto di Significazione, tutti i cittadini
che vorranno firmarlo ed inviarlo alle Procure della Repubblica
di Siracusa e Catania rappresenteranno ai Sindaci dei
Comuni di Priolo, Melilli, Augusta, Floridia, Solarino
e Siracusa, al Prefetto di Siracusa, al Presidente della
Regione Siciliana, al Presidente della Provincia, all'Assessore
Regionale all'Ambiente, all'Assessore Regionale alla Sanità,
ai Direttori delle aziende ricadenti nel polo industriale
le eventuali conseguenze in sede civile, penale e amministrativa
che, in caso di accertate responsabilità, potrebbero
determinarsi a carico degli autori (ognuno per la parte
di rispettiva competenza) per i danni alla salute ed all'ambiente
derivanti dall'esposizione a tutte le emissioni inquinanti
del polo industriale Priolo-Melilli-Augusta.
Tale atto, costituisce l'inizio di una campagna di sensibilizzazione
che verrà avviata in tutta la provincia di Siracusa
per dire ancora una volta "NO" ad uno sviluppo
"insostenibile" di questa terra.
Parteciperanno, oltre ai Comitati, il dott. Giacinto Franco,
padre Palmiro Prisutto, Domenico Ciacchella (Legambiente),
prof. Luigi Solarino (Università di Catania), il
Comitato contro l'Inceneritore di Augusta, l'Assessore
provinciale dei Verdi Vincenzo Perez, il Consigliere provinciale
Musumeci Angelo, il Presidente dei Verdi Paolo Pantano,
il dott. Paolo Bianco, Enzo Parisi (Vicepresidente regionale
Legambiente).
Per tutto questo, i tre Comitati cittadini, le Associazioni
Ambientaliste, i Verdi, confidano nella sensibilità
e, quindi, nella partecipazione di tutti gli organi di
informazione di questa provincia. Ne va della salute e
del futuro di tutti.
Per i 3 Comitati Cittadini
Vincenzo Perez
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al FORUM
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la tua al sindaco di Augusta Massimo Carrubba
Dossier
sullo sviluppo insostenibile (LaSicilia del 28.01.2005)
- formato .pdf
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gli slogan della manifestazione
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Ai Signori Sindaci dei Comuni di
Priolo
Melilli
Augusta
Floridia
Solarino
Siracusa
A S.E. il Prefetto di Siracusa
Al Presidente della Regione Sicilia
All'Assessore Regionale all'Ambiente
All'Assessore Regionale alla Sanità
Al Commissario Straordinario per la Gestione dei rifiuti
Al Presidente della Provincia di Siracusa
Al Presidente dell'ASI di Siracusa
Ai Direttori:
ERG (Raffinerie Mediterranee Srl - impianti nord)
SYNDIAL
SASOL ITALY
ESSO ITALIANA
ERG (Raffinerie Mediterranee Srl - impianti sud)
COGEMA
BUZZI UNICEM
ISAB ENERGY
POLIMERI EUROPA
AIR LIQUID
ENEL (Priolo Gargallo)
GESPI (Augusta)
IAS (Priolo)
MAXCOM
ENEL (Augusta)
al Procuratore della Repubblica di Siracusa
al Procuratore Generale della Repubblica di Catania
ATTO DI SIGNIFICAZIONE
I sottoscritti cittadini residenti nelle immediate
adiacenze del triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta
e degli altri comuni (Floridia, Solarino e Siracusa)
interessati dalle ricadute di tossici degli impianti
industriali sopra elencati (destinatari), espongono
quanto segue:
Subito dopo il secondo conflitto mondiale, precisamente
intorno al 1948, si decide di allocare lungo la costa
del triangolo Priolo-Melilli-Augusta industrie per la
raffinazione del petrolio e industrie di base chimiche
e petrolchimiche.
Nel 1979 nella rada di Augusta si verificarono ripetute
morie di pesci.
Nel 1980 nell'ospedale Muscatello si registrò
un aumento del numero dei nati con malformazioni congenite
rispetto agli anni precedenti. Le suddette morie di
pesci, messe in relazione all'aumento delle micro-alghe
nell'area portuale, fecero sospettare che il fenomeno
potesse essere collegabile all'attività industriale:
le stesse (morie) portarono ad un processo penale con
sentenza di condanna (Giudice Condorelli) ma furono
frettolosamente archiviate dalla classe politica. In
relazione alle malformazioni, il Pretore di Augusta
sollecitò il Ministero della Sanità ad
inviare una Commissione d'inchiesta, la quale decise
di mettere sotto controllo i nati con malformazioni,
facendo entrare la provincia di Siracusa in un programma
di monitoraggio I.P.I.M.C. (Indagine Policentrica Italiana
Malformazioni Congenite).
Ad oggi, siamo in possesso di 24 anni di dati sulle
malformazioni congenite della provincia di Siracusa.
I dati del Centro nascite di Augusta dimostrano un aumento
progressivo del numero di nati con difetti congeniti;
si passa dall'1,5% del 1980 al 3% dei primi anni '90,
al 3,5% del triennio '96-'98 fino ad un picco del 5,6%
dell'anno 2000. I dati regionali dal 1990 al 1998 per
la Sicilia Occidentale sono 2,12%, per la Sicilia Orientale
2,16% e per la Provincia di Siracusa 3,12%.
A causa di un ormai palese aumento di determinate patologie
tumorali, nel 1980 sempre il pretore Condorelli ritenne
necessaria una indagine epidemiologica sulle cause di
morte. Il periodo preso in esame andò dal 1951
a tutto il 1980. Risultò inequivocabilmente che
vi era stato un progressivo aumento della mortalità
per tumore: dall'8,9% del quinquennio '51-'55 al 23,7%
del quinquennio '76-80, con punte del 28% nel '78 e
del 29,9% nel 1980. La comparazione fra maschi e femmine
metteva in evidenza che l'aumento riguardava essenzialmente
i maschi e nello specifico il tumore del polmone che
passava dal 9,1% del quinquennio '51-'55 al 36,7% del
quinquennio '76-80 dei casi di morte per tumore. Nelle
donne percentualmente il tumore del polmone rappresentava
stabilmente circa il 5% (4,1% nel quinquennio 76-80).
Due studi, uno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità
ed uno dell'ENEA, sulle "aree ad alto rischio di
crisi ambientale" che coprono un periodo il primo
dal 1981 al 1994 ed il secondo dal 1995 al 1999, eseguiti
con la stessa metodologia adoperata per la perizia richiesta
dal pretore Condorelli, confermano quanto già
rilevato.
O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità):
"nell'area di Augusta-Melilli-Priolo i risultati
mostrano un profilo di mortalità differente per
i due sessi. Si registrano, infatti, eccessi significativi
concentrati nelle zone più vicine al petrolchimico,
solamente per gli uomini, nelle cause tumorali e nel
tumore polmonare, mentre tra le donne non si registrano
eccessi di mortalità. Inoltre il rischio di contrarre
un tumore polmonare, sempre negli uomini, è in
aumento per le generazioni più giovani, fatto
che fa prevedere il persistere di rischi elevati negli
anni futuri".
ENEA (l'analisi condotta prende in considerazione sei
Comuni aggregati fra loro - Augusta, Priolo, Melilli,
Siracusa, Floridia e Solarino). Anche in questo lavoro
viene messo in evidenza come nella popolazione maschile
dell'area vi sia un aumento dei tumori alla trachea,
bronchi e polmoni (Tab. 6). In particolare, nel triangolo
industriale Augusta-Priolo-Melilli. Nell'ambito dei
tumori polmonari il mesotelioma della pleura risulta
aumentato del 291% (Tab. 8). Gli autori così
concludono: "Per l'etiologia multifattoriale dei
tumori di trachea, bronchi e polmoni, gli eccessi di
mortalità riscontrati possono essere il riflesso
di altri tipi di esposizione professionale o ambientale
a vari inquinanti, oltre che la conseguenza di abitudini
di vita personali quali il fumo di sigaretta".
Per quanto riguarda l'etiologia delle cause tumorali
un notevole ruolo è rappresentato dalle polveri
disperse in atmosfera dai camini industriali. Esse possiedono
la capacità di veicolare all'interno dell'organismo,
attraverso il polmone, ogni sorta di sostanza inquinante
presente in atmosfera per il fenomeno dell'adsorbimento.
Esse infatti si arricchiscono incorporando ogni tipo
di sostanza sospesa nell'aria diventando così
veri e propri concentrati di tossici che possono depositarsi
al livello delle prime vie respiratorie o addirittura
all'interno del polmone quando le dimensioni sono comprese
tra i 5 e i 0,5µ. Sempre a proposito di polveri
sospese e di ricadute di sostanze tossiche sul territorio
circostante l'area industriale, nel 1981 l'Osservatorio
Meteorologico di Brera ha effettuato un analisi dell'area
industriale compresa fra Augusta e Siracusa. Sempre
per quanto riguarda le polveri sospese, causa la direzione
dei venti prevalentemente nord-sud, la principale ricaduta
è su Belvedere, Città Giardino, cui seguono
nell'ordine Priolo, Melilli e Augusta.
I nuovi insediamenti proposti, tutti ricadenti nel territorio
di Augusta,
1) Enel Tifeo (trasformazione a carbone)
2) Termovalorizzatore per rifiuti urbani (500.000 tonnellate/anno)
ditta Tifeo Energia ambiente S.cpa
3) GESPI (aumento potenzialità incenerimento
da 15.000 a 70.000 tonnellate/anno per tossici e nocivi)
4) Piattaforma Polifunzionale (ditta Oikothen S.C.a.r.l.)
per il trattamento di rifiuti industriali speciali e
pericolosi.
5) UNICEM (ampliamento).
potrebbero avere come ulteriore conseguenza un notevole
aumento nell'ambiente di polveri sospese, di metalli
pesanti, di diossine, di tossici quali monossido di
carbonio, ossidi di azoto, anidride solforosa, acido
cloridrico e fluoridrico, idrocarburi policiclici aromatici,
composti organici volatili.
Per il meccanismo etiopatogenetico sopra descritto ciò
comporterà inevitabilmente un ulteriore aumento
delle malattie allergiche e respiratorie, delle malformazioni
congenite e delle patologie tumorali che più
dettagliatamente saranno descritte nel proseguo di questo
documento.
La dichiarazione di area ad elevato
rischio di crisi ambientale, che comprende i comuni
di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia, Solarino,
è stata deliberata nel dicembre del '90. Il Piano
di Risanamento è stato approvato con il DPR 17.1.95.
Le aziende interessate sono: Raffineria Esso, Raffineria
ERG nord (ex Montedison - Praoil - Agip), Polimeri Europa,
Syndial, Raffineria ERG sud, Raffineria Sasol (ex Condea,
ex Enichem Augusta SpA - produzione paraffine e alkilati),
Impianto gassificazione e cogenerazione Isab Energy,
Centrale Enel Tifeo Augusta, Centrale Enel Priolo, Sardamag
(fabbrica magnesite), Cementeria Augusta, Depuratore
Reflui industriali e civili IAS.
Le cause del degrado e del rischio erano e sono ancora:
a) Depauperamento della falda idrica - a causa dei massicci
emungimenti da parte delle aziende del polo petrolifero
- con abbassamento del livello piezometrico di centinaia
di metri (punte di 200 metri) rispetto al suo livello
iniziale e conseguente intrusione di acqua di mare che
ha innalzato la salinità delle acque e reso inutilizzabili
molti pozzi;
b) Degrado della qualità dell'aria per la massiccia
presenza di macro e micro inquinanti emessi dalle industrie;
c) Frequenti fenomeni di inversione termica, formazione
di smog per la fotosintesi di ozono e idrocarburi, presenza
di polveri organiche e inorganiche;
d) Esistenza in zona altamente sismica di diversi impianti
a rischio (alcuni dei quali a stretto contatto con l'abitato
di Priolo) con stoccaggio di migliaia di tonnellate
di idrocarburi, gas, rifiuti, ecc.;
e) Elevata produzione di rifiuti, circa 170.000 tonnellate
annue (di cui 1.300 ton. altamente pericolose);
f) Presenza sul territorio di numerose discariche abusive
di tossico-nocivi, speciali e urbani. Assoluta carenza
di discariche idonee per il corretto smaltimento delle
varie tipologie di rifiuti;
g) Esistenza di una questione "sanitaria"
per gli ormai conclamati effetti che l'inquinamento
ambientale ha sulla salute delle popolazioni.
Ad oggi gli interventi previsti dal Piano di Risanamento
Ambientale, esclusi quelli a carico dei privati per
l'adeguamento degli impianti alle norme di legge, non
sono stati effettuati. Anzi si teme, per il prossimo
futuro, l'inserimento di uno o più impianti di
smaltimento e di incenerimento nel contesto dell'area
dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale, come
su indicato, cosa inammissibile sotto ogni profilo.
Il Piano di Risanamento è stato redatto con il
fine di ridurre gli impatti negativi dell'alta concentrazione
industriale e per depotenziare i rischi costituiti dagli
impianti e dagli stoccaggi. La situazione, dal novembre
1990 ad oggi, non è mutata se non per l'emergere
di nuove emergenze e disastri (dall'amianto alla diossina,
dal terremoto alle vittime degli incidenti del 2000,
dai malformati ai morti per tumore).
Al fine di non sottovalutare il grave e permanente stato
di inquinamento dell'aria, occorre tenere ben presente
che nel corso dell'anno 2003, come si evince dal rapporto
annuale della Provincia Regionale di Siracusa sulla
qualità dell'aria, i livelli di intervento di
cui al D.A. 888/17 del 18/11/93 per SO2 (400 µg/m3
allarme - 600 µg/m3 emergenza) e O3 (200 µg/m3
allarme - 300 µg/m3 emergenza) sono stati superati
rispettivamente 21 e 14 volte. Inoltre i superamenti
della soglia dei valori medi su 3 ore (dalle 06.00 alle
09.00) di 200 µg/m3 per gli idrocarburi totali
escluso il metano (NMHC) sono stati complessivamente
428. Il maggior numero dei superamenti di soglia per
gli idrocarburi, come si evince dalla seguente tabella,
si sono verificati ad Augusta.
RAPPORTO ANNUALE 2003
SO2 ALLARME 400 µg/m3 EMERGENZA 600 µg/m3
Numero superamenti soglia 14 7
O3 + NMHC oltre 200 µg/m3 ALLARME 200 µg/m3
EMERGENZA 300 µg/m3
Numero superamenti di soglia 13 1
Idrocarburi NMHC ATTENZIONE, media trioraria 06.00-09.00,
200 µg/m3
Centralina Numero superamenti di soglia
Augusta 96
Siracusa Scala Greca 45
Siracusa Belvedere 32
Priolo Ciapi 71
Priolo centro 76
Melilli 30
Melilli S. Cusmano 78
Ancora dall'analisi dei Rapporti annuali
degli ultimi 15-20 anni, emerge una situazione sostanzialmente
analoga, con un equivalente numero di situazioni di
allarme/emergenza, di giornate in cui si supera il livello
di attenzione per gli idrocarburi e la costante casistica
del superamento di soglia per ozono in contemporanea
presenza di idrocarburi non metanici oltre il limite
di 200 µg/m3. Spesso situazioni di tale gravità
assumono anche aspetti drammatici come nella giornata
dello scorso 7 aprile a Priolo e ad Augusta e del 4
novembre a Melilli. Il giorno 20.11.04 a Melilli, per
protestare contro i continui fenomeni di nubi tossiche
che investono i comuni di Augusta, Priolo e Melilli,
si è svolta una manifestazione popolare a cui,
oltre al Comitato cittadino di Augusta, alle associazioni
ambientaliste come Lagambiente e WWF, hanno partecipato
migliaia di cittadini, i sindaci dei comuni dell'area
industriale, il Presidente della Provincia, numerosi
deputati e senatori di maggioranza e opposizione ed
il segretario nazionale dei DS, Piero Fassino. La situazione
dell'inquinamento ambientale della zona è ben
nota ed il "sito Priolo" con il quale termine
si intende il territorio dei comuni dell'area a rischio
è tra quelli di interesse nazionale per la bonifica
dei siti inquinati.
Nella relazione della Commissione Ambiente del Senato
la 13a commissione Ambiente del Senato, dopo le visite
effettuate nelle aree industriali del Paese, nel suo
"DOCUMENTO CONCLUSIVO DELL'INDAGINE CONOSCITIVA
SULLA SITUAZIONE AMBIENTALE DI PORTO MARGHERA E LA BONIFICA
DI SITI INQUINATI" - approvato all'unanimità
il 23.07.02 - afferma a proposito dell'area Augusta-Priolo-Melilli:
"Purtroppo, fenomeni recenti quali quelli avvenuti
all'interno degli impianti che sono costati la vita
ad alcuni lavoratori e hanno dato vita anche a commissioni
d'indagine del Ministero dell'ambiente (la commissione
guidata dal professor Clini ha ritenuto necessario predisporre
un esame epidemiologico sulla popolazione, predisporre
piani di sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento
diffuso e delle falde idriche) e, soprattutto, la recente
individuazione in un pozzo di irrigazione della presenza
di idrocarburi dimostra come i siti di Priolo e Augusta,
non siano più un'area a rischio di crisi ambientale
ma un'area in crisi ambientale per cui si rendono indispensabili
interventi legislativi e finanziari che consentano di
affrontare con tempestività la drammatica emergenza".
Come si può facilmente desumere dagli studi epidemiologici
condotti dall'Istituto Superiore di Sanità, dall'OMS,
dall'ENEA e dal Registro delle Patologie della ASL N.
8 di Siracusa, il pessimo stato di salute delle popolazioni
residenti nei comuni dell'area a rischio è strettamente
correlabile alla situazione di grave inquinamento ambientale.
Già nel 1994 l'indagine condotta dall'OMS per
conto del Ministero dell'Ambiente dice a proposito dell'area
a rischio Augusta-Priolo-Melilli: "Annualmente,
la morte di circa 27 uomini è associata alla
residenza nell'area. La discrepanza - in termini di
mortalità generale - tra i due sessi depone contro
un ruolo di fattori di rischio nell'ambiente generale.
La zona è sede di una concentrazione industriale.
All'eccesso di morti viene dato il contributo più
importante dalle morti per tumore maligno. Una eziologia
professionale è plausibile per i tumori polmonari
e vescicali, ma in misura molto minore per quelli del
colon retto (aumentati nei due sessi) e prostatici".
Negli anni 1990-94 l'Organizzazione mondiale della sanità
ritrovava tra la popolazione residente nei 6 comuni
nel raggio di 39 chilometri dell'area Augusta-Priolo,
eccessi di mortalità tra gli uomini per tutte
le cause tumorali pari al 10% in più rispetto
alla media regionale (1127 casi osservati, contro i
1024,5 attesi). In particolare, per il tumore polmonare
l'eccesso era pari a circa il 20% (340 casi osservati,
rispetto ai 284,3 attesi) e significativo era anche
l'eccesso per il tumore alla pleura (più del
doppio, con 17 casi osservati). L'analisi dei trend
temporali dal 1981 al 1994 metteva in evidenza un aumento
degli eccessi rispetto ai riferimenti nazionali, sia
per la mortalità generale che per alcune patologie,
come tutti i tumori, e il tumore polmonare; in particolare
gli eccessi di mortalità per tumore pleurico
raddoppiavano per gli uomini e triplicavano per le donne.
Per quanto riguarda gli studi generazionali, sia per
le donne che per gli uomini, si rilevava per la mortalità
per tumori polmonari un rischio cumulativo quasi raddoppiato
dalla generazione del 1920 a quella del 1940 (dal 3,35%
al 6,58%), fatto che, come dichiarato nello stesso studio
"fa prevedere il persistere di rischi elevati negli
anni futuri".
Nel febbraio 2003 la commissione d'indagine inviata
dal Ministero dell'Ambiente a seguito del cosiddetto
scandalo del "mercurio nei tombini", scaturita
dall'inchiesta della Magistratura siracusana denominata
"Mare Rosso", rendeva noti i dati di ENEA
Biotec-Med relativi all'aggiornamento 1995-1999 sullo
stato della salute delle popolazioni dell'area Augusta-Priolo
e dai quali emergeva che nella popolazione maschile
residenti nei sei comuni dell'area a rischio era in
eccesso sia la mortalità generale (3%) che la
mortalità per tumori della trachea, bronchi e
polmoni (16%), della pleura (202%, duecentoduepercento)
e per malattie del sistema nervoso e degli organi dei
sensi (36%). Nelle donne l'eccesso statisticamente significativo
riguardava la cirrosi epatica (28%). I dati relativi
al sottoinsieme dei tre comuni di Augusta-Priolo-Melilli
stabilivano un ancor maggiore eccesso della mortalità
maschile per tumori (14%), tra cui spiccano quelli della
trachea, bronchi e polmoni (30%), della pleura (291%)
e del peritoneo (227%). Nelle donne l'eccesso riguarda
ancora la cirrosi epatica (64%). Qualche mese più
tardi l'ASL N. 8 di Siracusa produsse - in collaborazione
con l'Università di Catania - un nuovo Atlante
delle Patologie dal quale si può rilevare che
la mortalità per tutti i tumori nella provincia
di Siracusa nel triennio 2000-2002 è aumentata
del 7% rispetto al quinquennio 1995-1999. Nel distretto
di Augusta si sono registrati scostamenti significativi
in rapporto agli standard regionali con valori dei tassi
standardizzati - nella popolazione maschile - superiori
alla media nazionale. Contribuiscono a questo ulteriore
peggioramento sia i tumori del polmone sia quelle neoplasie
che ammettono fattori eziologici professionali, tra
le quali i tumori epatici, pancreatici, encefalici,
pleurici e i linfomi non Hodgkin.
Come su accennato, il dato sulle malformazioni neonatali
è talmente noto e preoccupante da aver determinato
l'intervento di varie Istituzioni. Dal 1980 cominciano
le prime segnalazioni di nascite di bambini malformati:
in quell'anno su 600 nati si ebbero 13 bambini con malformazioni
congenite di diverso tipo, di cui sette non sono sopravvissuti.
Scattò l'allarme, visto il sospetto effetto teratogeno
delle scorie tossiche industriali, per cui il Ministero
dell'Ambiente istituì nell'ospedale di Augusta
un Centro di monitoraggio. Dal 1980 al 1989 la percentuale
dei nati malformati ad Augusta è stata dell'1,9%
(140 casi su 6984 nati), contro una media nazionale
dell'1,54% e una percentuale per l'Italia meridionale
dell'1,18%. Nel decennio successivo, dal 1990 al 2000,
la percentuale ad Augusta aumenta fino ad una media
dell'intero decennio del 3,12% (221 casi di malformati
su 6945 nati), con un picco nell'anno 2000 con il 5,6%
dei nati malformati. Nell'anno 2001si sono avuti 22
casi di malformati su 573 nati (3,5% dei nati). Da un
raffronto tra i dati di Augusta e quelli del registro
siciliano per la Sicilia orientale, circa le singole
malformazioni, risulta un eccesso ad Augusta per quanto
riguarda le cardiopatie congenite (235 per mille ad
Augusta, contro il 196 del resto dell'area) e l'apparato
urinario (59 per mille contro il 46). Ad augusta risulta
un eccesso anche per quanto riguarda le malformazioni
genitali: negli anni 1980-89 interessavano il 214 per
mille dei nati (quando la media nazionale era del 100
per mille), mentre nel decennio 1990-2000 i casi sono
aumentati al 303 per mille. In particolare, tra le malformazioni
dell'apparato genitale, l'ipospadia nel periodo 1990-'98
in Augusta ha interessato il 132 per mille dei nati,
contro un 79 per mille nella Sicilia Orientale.
L'inchiesta in corso della Magistratura siracusana,
la cui prima parte si è conclusa con la conferma
dei dati che avevano destato l'allarme (5,6% nell'anno
2000), prosegue alla ricerca di nessi causali e responsabili.
I dati fin qui elencati pertanto rappresentano una minaccia
alla salute del cittadino. La sentenza n. 5172 emessa
dalla Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite il
6.10.1979, che riconosce il diritto alla salute garantito
dall'art. 32 della Costituzione italiana ("la Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo
e interesse della collettività, ..") quale
posizione soggettiva giuridicamente tutelata, ha ritenuto
che tale valore debba prevalere sugli altri interessi
con esso confliggenti. Dette Sezioni Unite hanno avuto
più volte occasione di riconoscere la configurabilità
del diritto alla salute e la sua tutelabilità
davanti al giudice ordinario. Possono essere citate
in particolare le sentenze 3164/1975 (Foro it., 1976,
I, 385) e 1463/1979 (ivi, 1979, I, 939), con le quali
le dette configurabilità sono state affermate
con riferimento a fatti di temuto inquinamento ambientale.
Ciò importa che la salute, oltre e prima che
essere oggetto di cura e di intervento da parte della
collettività generale (in quanto la mancanza
di essa anche in un solo componente la collettività
potrebbe costituire pericolo o peso per tutti gli altri
componenti), è protetta in via primaria, incondizionata
e assoluta come modo di essere della persona umana.
La protezione si estende cioè alla vita associata
dell'uomo nei luoghi delle varie aggregazioni nelle
quali questa si articola e, in ragione della sua effettività,
alla preservazione, in quei luoghi, delle condizioni
indispensabili o anche soltanto propizie alla sua salute:
essa assume in tal modo un contenuto di socialità
e di sicurezza, per cui il diritto alla salute, piuttosto
(o oltre) che come diritto alla vita e all'incolumità
fisica, si configura come diritto all'ambiente salubre.
Quanto al tipo di protezione, è evidente che
si tratta di una tecnica giuridica di tipo garantistico,
che è poi quella propria dei «diritti fondamentali»
o «inviolabili» della persona umana. Si
tratta, cioè, di tutela piena che si concreta
nell'attribuzione di poteri di libera fruizione di utilità
e di libero svolgimento di attività, di esclusione
degli ostacoli che all'una o all'altro si frappongano
da parte di chicchessia. L'intervento dell'autorità
pubblica, in tema di salute, non può essere che
promozionale o adiuvante.
Vista la Costituzione Italiana che così recita:
articolo 41: "L'iniziativa economica, privata è
libera. Non può svolgersi in maniera da arrecare
danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità
umana".
Visto il Trattato Costitutivo della Comunità
Europea che all'articolo 174 comma 2, individua come
prioritaria, tra gli obiettivi della comunità,
"la protezione della salute umana fondata sui principi
della precauzione e dell'azione preventiva".
I sottoscritti cittadini per quanto sopra esposto rappresentano
ai Sindaci dei Comuni di Priolo, Melilli, Augusta ,
Floridia, Solarino e Siracusa, il Prefetto di Siracusa,
il Presidente della Regione Sicilia; il Presidente della
Provincia, l'Assessore Regionale all'Ambiente, l'Assessore
Regionale alla Sanità, i Direttori delle aziende
ERG (Raffinerie Mediterranee Srl - impianti nord), SYNDIAL,
SASOL ITALY, ESSO ITALIANA, ERG, (Raffinerie Mediterranee
Srl - impianti sud), COGEMA, BUZZI UNICEM, ISAB ENERGY,
POLIMERI EUROPA, AIR LIQUID, ENEL (Priolo Gargallo),
MAXCOM, ENEL (Augusta); GESPI (Augusta); IAS (Priolo),
le eventuali conseguenze in sede civile, penale e amministrativa
che, in caso di accertate responsabilità, potrebbero
determinarsi a carico degli autori (ognuno per la parte
di rispettiva competenza) per i danni alla salute dei
cittadini ed all'ambiente derivanti dall'esposizione
a tutte le emissioni inquinanti del polo industriale
Priolo-Melilli-Augusta.
Ritengono censurabili i comportamenti dei Sindaci che
già in passato fronteggiando situazioni riguardanti
il rischio industriale, e pur consapevoli delle rimostranze
dei cittadini ed a conoscenza dei dubbi e delle incertezze
avanzate dal mondo scientifico, hanno rinunciato al
legittimo e doveroso approfondimento tecnico/scientifico
da affidare a figure competenti in rappresentanza delle
diverse parti.
Chiedono ai Sindaci dei comuni di Augusta, Priolo e
Melilli di sollecitare e diffidare le industrie ricadenti
nel proprio territorio al fine di mettere in atto ogni
moderna tecnologia capace di abbattere le emissioni.
Sollecitano il Presidente della Regione a fissare, di
concerto con gli Assessori all'Ambiente ed alla Sanità,
ai sensi della lettera e), art. 4, DPR N. 203/88, valori
limite delle emissioni più restrittivi dei valori
minimi di emissione definiti nelle linee guida del decreto
del Ministero dell'Ambiente 12/7/1990.
Diffidano il Presidente della Regione, il Commissario
Straordinario per la gestione dei rifiuti, l'Assessore
all'Ambiente e quanti in indirizzo titolari di poteri
autorizzatori, dal rilasciare autorizzazioni alla costruzione,
all'ampliamento di impianti esistenti ed all'esercizio
di nuovi impianti industriali ad elevato impatto ambientale
nell'area Priolo-Melilli-Augusta.
Invitano il signor Procuratore Generale della Repubblica
di Catania, il signor Procuratore della Repubblica di
Siracusa, qualora dovessero ravvisare eventuali violazioni
di legge e/o reati penalmente perseguibili a carico
dei destinatari della presente, a richiedere il sequestro
e la chiusura preventiva di tutti gli impianti ritenuti
altamente inquinanti.
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Se il Presidente Cuffaro e la sua struttura commissariale
intendevano, con i mega-inceneritori, percorrere una
scorciatoia qualsiasi per eliminare quanti più
rifiuti possibili dal territorio della regione, devono
ora comprendere che hanno imboccato una strada sbagliata
che porterà a durissime contrapposizioni ed all’incancrenirsi
della già indecorosa vicenda dei rifiuti in Sicilia.
ha scritto Enzo Parisi da Augusta
Non è così che si costruisce il futuro
dei nostri giovani; non è così che si
evitano le nascite di neonati malformati; non è
così che si assicurano ai pensionati, tranquillità
e consapevolezza nel godersi in salute, la meritata
pensione; non è così che si garantisce
la dignità di un qualsiasi padre o madre di famiglia,
che lavora in questa realtà industriale e che
improvvisamente gli viene riscontrato un tumore. Non
è così, che si ha rispetto per quei figli,
che un giorno, speriamo molto lontano, avranno voluto
ancora accanto a se, il proprio papà o la propria
mamma, per abbracciarli ancora.
ha scritto Francesco Giordano da Augusta
No al mega inceneritore!
ha scritto Daniele Settipani da Augusta
Noi cittadini di Mègara di Grecia, gemellata
con Augusta, stiamo seguendo con trepidazione tramite
internet le vicende dei nostri cugini italiani. Ci auguriamo
che il caso possa risolversi bene il piu' presto possibile
perche' non e' giusto che una citta' gia' cosi' inquinata
debba accogliere le scorie di altri comuni italiani
mettendo a rischio la salute dei suoi abitanti. Speriamo
che anche il sindaco sappia alzare la voce nelle giuste
sedi.
ha scritto Giorgos Mitropoulos da Megara (Grecia)
Da Siciliano e da Augustano sono amareggiato,
che cosa possiamo fare?
ha scritto Domenico da Augusta
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