Augusta:
PRG e territorio
di Francesco Cacciaguerra |
L’Amministrazione
Comunale ci da oggi una opportunità molto importante
che è quella di poter esprimere il nostro parere
in merito ai bisogni della città e del territorio.
Ciò rappresenta un fondamentale segno di apertura
e di interesse verso la città e i suoi cittadini
e significa soprattutto iniziare in maniera trasparente
e democratica il processo di elaborazione del nuovo Piano
Regolatore Generale.
Sono molto lieto di poter cogliere l’opportunità
che ci offre oggi l’Amministrazione comunale con
l’augurio che il nuovo Piano possa essere veramente
uno strumento condiviso da tutte le parti sociali e politiche
della città.
Con il mio intervento vorrei porre al centro dell’attenzione
due concetti fondanti, strettamente correlati, attorno
ai quali si potranno sviluppare tutte le scelte del piano
che le parti sociali e politiche riterranno più
opportune, di cui di seguito darò alcuni suggerimenti.
Bisogna partire dal concetto che il territorio è
una risorsa non riproducibile ed in quanto tale dobbiamo
farne un uso sostenibile che ci consenta di migliorarne
i valori urbanistici e ambientali. Con questo non voglio
dire che è necessario ridurre l’attività
edilizia, ma abbiamo bisogno di regolamentarla al fine
di consentire il suo sviluppo nelle aree già interessate
da fenomeni di espansione, come quella del Monte Tauro,
evitando di compromettere altre aree libere.
Nelle
aree come quella del Monte Tauro che sono state coinvolte,
negli ultimi decenni, da un forte fenomeno di espansione
edilizia ritengo che sia sempre più pressante la
necessità di dotarle dei servizi e delle attrezzature
minime che spettano di diritto ad ogni cittadino: servizi
commerciali, scolastici, sociali, parcheggi, spazi di
aggregazione pubblici e spazi a verde pubblici. Ciò
permetterebbe di ridurre gli spostamenti, l’inquinamento
e di aumentare il risparmio di tempo e di energia perché
gli utenti non saranno costretti a percorrere quotidianamente
decine di chilometri in macchina soltanto per fare la
spesa, o per pagare un bollettino, o per accompagnare
i figli a scuola o semplicemente per fare una passeggiata.
Grande attenzione deve essere data al sistema dell’accessibilità
individuando dei percorsi alternativi di ingresso e uscita
dal centro urbano per ridurre la congestione nelle ore
di punta nell’area di piazza Fontana. Questo tema
non coinvolge soltanto il nodo di piazza Fontana, ma un
po tutto il territorio comunale in quanto bisognerebbe
fare un piano dei parcheggi per il centro storico e per
la borgata; bisognerebbe realizzare un sistema di parcheggi
e strade per restituire ai cittadini la fruizione delle
aree balneabili; bisognerebbe delocalizzare la linea ferrata
per risolvere il nodo di congestione che si crea alla
chiusura del passaggio a livello; bisognerebbe prevedere
i parcheggi per la frazione di Brucoli che subisce ogni
stagione estiva il caos veicolare; bisognerebbe individuare
una strada alternativa alla dorsale del Monte Amara a
bassa velocità per non convogliare tutta la circolazione
sull’attuale SP 61.
Quanto
esposto sopra è strettamente correlato al secondo
concetto che qui ritengo fondamentale che è il
miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
In questa direzione non possiamo pensare di risolvere
i problemi della città semplicemente affrontando
la questione dell’edilizia, dei servizi o dell’accessibilità,
ma ci si deve preoccupare di creare delle condizioni tali
che l’imprenditore possa investire sul nostro territorio,
creando quindi occupazione e sviluppando una economia.
Per esempio non si può trascurare l’opportunità
di prevedere lo sviluppo di un sistema turistico fatto
di piccole e medie strutture ricettive che siano supportate
da una buona politica di valorizzazione e riuso delle
risorse ambientali e storico-architettoniche e culturali
presenti nel nostro territorio purtroppo ancora completamente
ignorate. Mi riferisco per le risorse ambientali a tutta
linea di costa che va da punta Izzo a Campo Lato, alla
Baia di Brucoli fino alla baia di Agnone; ai siti di interesse
comunitario ex saline; al canale di Brucoli e al Porto
Xifonio. Mi riferisco per le risorse storico-architettoniche
al complesso del Castello Svevo; al convento di San Domenico;
all’aeroporto per dirigibili; all’ex macello,
alla Ricetta di Malta; ai siti archeologici, palazzi e
masserie. Mi riferisco per le risorse culturali a tutto
il patrimonio eno-gastronomico, folcloristico, artistico
e musicale che con il passare del tempo stiamo perdendo
definitivamente.
Parlando
di rilancio dell’occupazione bisogna studiare, valutare
e decidere quale ruolo deve assumere Augusta rispetto
al contesto locale della provincia, rispetto al contesto
regionale e anche rispetto al contesto Mediterraneo in
relazione alla possibilità di prediligere certi
settori di sviluppo piuttosto che altri e mi riferisco
al porto con tutte le sue potenzialità e al settore
industriale. Questa decisione non può prescindere
da una visione complessiva del territorio volta al coordinamento
con gli altri strumenti di pianificazione attualmente
vigenti e soprattutto con quelli in corso di elaborazione
come il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia
di Siracusa e il Piano Paesistico della Provincia di Siracusa
e il Piano del Porto. Questo è un passaggio molto
importante perché redigere un PRG ignorando una
possibile interazione con le decisioni che si compiono
o si sono compiute negli altri livelli di pianificazione
significa compromettere sin da subito la buona riuscita
dello stesso. Per esempio Scicli, un piccolo comune del
ragusano, ha puntato tutto sull’ambiente, sulla
salvaguardia e sul miglioramento della qualità
della vita, considerati come i temi fondamentali del piano
in considerazione del fatto che da esso dipendono le sorti
di settori importanti dell’economia del comune.
Un altro esempio è rappresentato dal comune di
Piazza Armerina che ha scelto la riqualificazione, la
valorizzazione e il potenziamento del suo patrimonio ambientale
storico-architettonico e culturale privilegiando lo sviluppo
del settore turistico e terziario con il fine di migliorare
la qualità della vita. Quest’ultimo, redatto
dal Prof. Arch. Giuseppe Dato, è particolarmente
significativo perché è stato elaborato con
grande attenzione alla realtà locale territoriale,
economica e sociale riscontrando un consenso tale che
prima di essere approvato è in molte sue parti
già attuato.
Un
altro tema, che ritengo sia estremamente importante in
un territorio come il nostro, è quello del rischio
sismico. Il territorio comunale di Augusta ricade nelle
aree dichiarate ad alto rischio sismico, ciò significa
che è alta la probabilità che si verifichi
un evento sismico con effetti distruttivi per la città
e il territorio. Il nuovo PRG deve quindi prevedere una
serie di interventi finalizzati alla mitigazione del rischio
sismico riducendo i fattori di vulnerabilità e
di esposizione. Per esempio il centro storico è
un area ad alto rischio in questo momento perché
è alta la concentrazione di edifici e funzioni
e l’area della borgata è anche ad alto rischio
per la presenza di un deposito carburanti proprio a ridosso
delle abitazioni.
Quelle sopra esposte sono solo una parte ristretta delle
problematiche presenti nel territorio megarese che meriterebbero
un opportuno ampliamento ed ulteriore approfondimento
analitico per essere valutate ed espresse in maniera adeguata
dal nuovo piano.
Stiamo vivendo un momento cruciale per il futuro di Augusta
e per questo è importante che tutta la città
si mobiliti, attraverso tutte le forze politiche, i professionisti,
le associazioni, gli enti e i singoli cittadini affinché
ognuno possa dare il proprio contributo costruttivo alla
formazione di un piano che rilanci Augusta e il suo territorio.
Francesco Cacciaguerra
Architetto urbanista
24.04.2006
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