LASVOLTA .:. ARTE
installazione fotografica di Patrizia Giancotti
sui suoni della festa e del rito dal Golfo del Benin a Bahia de Todos os Santos
testi di Leopold Sengor, Jorge Amado, Pierre Verger, Marc Auge' e.a.
Dall’AFRICA al BRASILE
La nostalgia del corpo
l’esempio di Bahia nella trasmigrazione culturale

di Pina Consoli


“Dall’Africa al Brasile, La nostalgia del corpo”, è un’installazione fotografica di Patrizia Giancotti sui suoni della festa e del rito dal Golfo del Benin a Bahia de Todos os Santos, su testi di Jorge Amado, Pierre Verget, Marc Augè e altri, che da mercoledì 18 ottobre verrà ospitata nel ventre (ex cucine) dell’ex Monastero dei Benedettini di Catania.

L'autrice, laureata in antropologia con una tesi sulla presenza femminile nel candomblé di Bahia, ha seguito queste donne nella loro vita quotidiana e nel loro percorso iniziatico, inviata a raccogliere immagini di difficile accessibilità dei rituali di purificazione, della lettura oracolare dei cauri, di altari e sacrari, cerimonie e feste in onore degli orixàs.

Al centro del lavoro la imponente presenza delle donne, che si preparano come spose per le feste rituali, danzano, nutrono déi e uomini, curano e mantengono vivo il culto portato dall'Africa a bordo delle navi negriere, oggi più che mai prospero nella città de Todos os Santos.
La nostalgia del corpo è quella che, secondo una leggenda yoruba, gli dèi africani provano per il mondo umano, per il cibo, per la danza, per la festa, per il tempo in cui vivevano a più stretto contatto con esso. Questa nostalgia reciproca è all'origine delle feste che una parte dell’umanità celebra tuttora per ristabilire il “contatto fisico” con l'extraumano, cedendo temporaneamente il proprio corpo ad una misteriosa incoscienza. Questo è lo spunto per il lavoro dell'antropologa - fotografa Patrizia Giancotti che, nel corso di ricerche sul campo in Africa ed a Bahia, ha raccolto le immagini, i testi e le registrazioni di ritmi e canti dal vivo, che insieme costituiscono il corpus della installazione.

Patrizia GiancottiOltre un centinaio di affascinanti immagini, accompagnate dai testi degli scrittori Jorge Amado (Coloro che si prendono cura del culto degli orixàs sono le Signore di Bahia, una più bella e sapiente dell'altra, principesse e regine le iyà, le madri del popolo – scrive Amado), immergono lo spettatore nella cultura da cui provennero gli schiavi che, strappati dalla loro terra d’origine , “africanizzarono” la città che li aveva accolti in catene.
Un “tuffo” visivo e sonoro fino al cuore delle cerimonie e delle feste di Ouidah, porto di partenza delle navi negriere dirette in Brasile e delle stesse a Salvador da Bahia, porto di arrivo della tratta, dove nostalgia del corpo vuol dire nostalgia dell'Africa.
In entrambi i luoghi, il corpo fotografato, che si fa simulacro di regalità nei ritratti di sovrani e capi religiosi d’Africa ed in quelli delle sontuose sacerdotesse di Bahia, diventa, attraverso il rito e la danza, veicolo dello sconfinamento dell'io.
E’ la danza che riunifica il mondo umano e quello extraumano, popolato di antenati, divinità, spiriti della natura ed altre entità soprannaturali. Ma la danza diventa anche il lasciapassare per un “altro” aspetto della molteplicità dell’essere, per la parte in ombra del singolo che chiede accesso alla visibilità collettiva trasformandosi, come scriveva Roger Bastide in “una delle sorgenti alle quali gli animi alterati possono saziare la loro sete e bere il cielo.”
Una esposizione avvincente per la bellezza delle fotografie, scattate durante i riti di iniziazione, le feste in onore degli orixá, le divinazioni con il lancio delle conchiglie, oltre che per l’interesse antropologico della ricerca.

Organizzata dal Centro Ghelawè e patrocinata dall’Università degli Studi, facoltà di Lettere e Filosofia, dalla Provincia Regionale di Catania, Assessorato alle Politiche Culturali, e dalle associazioni: Kooby, CSVE (Centro Servizi Volontariato Etneo), IBRIT (Istituto Brasile-Italia), Geologika Collettiva, la mostra rimarrà aperta fino al 18 novembre.

Pina Consoli
10 Ottobre 2006

Dall'AFRICA al BRASILE
La nostalgia del corpo
Orari: tutti i giorni dalle 10.00/13.00 alle 16.00/22.00 (Sabato e Domenica orario continuato) Biglietto: 3,00 euro – ridotto 2,00 euro.

Alla mostra si accompagnano altri eventi:
la rassegna cinematografica "Uno sguardo al resto del mondo", presso il cinema Lo Pò di Catania, ogni mercoledì, a partire dal 18 ottobre (h. 16,30 – 18,30 e 21.00).
Elenco (provvisorio) dei film:
- KOYAANISQATSI di Godfrey Reggio, Musiche di Philip Glass, USA 1983 dur.83'
- ORLANDO di Sally Potter, con Tilda Swinton, U.K. 1992 dur. 93'
- LE DIECI CANOE di Rolf de Heer, con J.Gulpilil e P.Minygululu, Australia 2006
- SOGNI di Akira Kurosawa, con M.Scorsese, M.Baisho, Giappone 1990 dur. 120'
- KABALA di Assane Kouyatè, M.Traorè, D.Konè, Mali 2002 112'
- DOUNIA di Jocelyne Saab, con M.Turk, M.Mounir, Egitto,Libano,Francia 112'
- LA GENèSE di Cheick Oumar Sissoko, Mali

E film in vhs che saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli, presso l’Università (sala1 della facoltà)
venerdì 20 ottobre h. 18,30:
- A Capoeiragem na Bahia*, Durata 57’
- Bumba-meu-boi, Durata 30’
- Bahia de todos os Sambas, musicale, in italiano

venerdì 4 novembre h. 18,30:
- Ilê Axé Bahia, a saga dos Orixás*, Durata 53’
- Folias de Negros – Festas de Reis, Durata 29’
- Bahia de todos os Sambas, musicale, in italiano

la rassegna gastronomica brasiliana “Il sapore del rito”, presso Scenario Pubblico, per scoprire i profondi legami tra cucina e spiritualità.

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PATRIZIA GIANCOTTI



Patrizia Giancotti, antropologa e fotografa é nata a Torino da genitori calabro-napoletani. Ha fatto teatro con il compositore regista Sergio Liberovici, realizzando vari spettacoli di teatro musicale per ragazzi. Dal 1984 collabora con numerose riviste italiane (tra cui l’Espresso, Meridiani, Grazia, Viaggi e D di Repubblica). Ha studiato in Africa il rapporto tra religione e cultura delle origini rispetto al Nuovo Mondo, ed in Brasile ha sviluppato la sua tesi sul candomblé di Bahia. Ha vissuto per anni in Brasile ed in Africa per effettuare gli studi relativi alla religione afro-brasiliana, ed ha collaborato a lungo con lo scrittore Jorge Amado per la realizzazione di mostre, reportage e libri (Bahia, A&A Milano, Bahia de Todos os Santos, Garzanti).


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